la cultura vince sempre

N. 1 Ritratto di Donna

Tatiana Quercia De Bartolomeo

 

La cultura vince sempre

Storia di una donna lungo il ‘900 tra Est e Ovest

Ciao Tatiana, vorrei che in uno dei nostri incontri tu mi raccontassi la tua storia di donna.
Cara, la mia vita è un lungo percorso dalla Russia dei primi del Novecento, quando ancora gli zar dettavano legge fi no alla Milano del terzo millennio, perciò ho dentro di me una folla di ricordi, pensieri e riflessioni che mi occupano il tempo ora che la mia età avanza.

Un cammino come quello delle donne lungo il Novecento, da est a ovest incontrando tanti volti femminili ora sorridenti e amichevoli altri invidiosi e spenti, con tutti ho sempre messo il mio per quella che sono, senza bluff, senza maschere, ma con una grande ironia e un pizzico di sano umorismo che mi ha salvato in molte occasioni difficili. C’è un preciso filo conduttore nella tua biografia, l’ho ritrovato nel libro che hai scritto “Sette Natali ed una Pasqua”, ed è il tuo modo di attraversare periodi storici complessi che hanno avuto ripercussioni nel sociale e nel privato e che tu hai vissuto come donna attenta, curiosa, ma spesso anche inconsapevole.

Sono nata da Wasa Von Elser, il mio prozio era il maestro di musica di Chopin e mio nonno era un barone e generale zarista. Ho ancora foto sbiadite che parlano di una vita familiare che nessun libro di storia riporta. Con la Rivoluzione d’ottobre del 1917 i miei diventarono esuli e poveri, vagabondi in Europa.

Ne ho letto di libri scritti da esuli russi, libri ripetitivi di avvenimenti noti, di usanze di intere famiglie di possidenti terrieri nobili e militari e in tutti ho ritrovato le parole di mia nonna, di mia madre, dello zio e del cugino remoto.

Un amore da favola.

Ecco cara... noi donne quando incrociamo l’amore ci trasformiamo e se incontriamo chi comprende le nostre inquietudini, chi placa le nostre ansie, chi insegue i nostri sogni, abbiamo una sponda sicura...” finché morte non ci separi”. Era bello in divisa, affascinante, amava il mare e io attraversavo il mondo in viaggi lunghissimi pur di raggiungerlo e stare con lui.

Oggi parliamo di internalizzazione, parliamo di tecniche della comunicazione, parliamo di globalizzazione... ma tu li hai praticati in primis!
Che cosa posso dirti? La mia storia è fatta di lutti, dolori, stanchezze e li porto dentro di me nel tempo della memoria che non si allontana mai.

Ogni donna che ha attraversato questo secolo lo sa. Siamo figlie di rivoluzioni, di cambiamenti epocali, di guerre e di rinascite. Tutto quello che abbiamo è frutto di intelligenza, di ironia, di lotte aspre e di grandi alleanze. Nulla è scontato, per questo nulla va perso. Ora sono la Prima Cavaliere della Repubblica donna.

La medaglia, come i premi che si affollano sulle mie mensole sono il riconoscimento delle istituzioni che mi fanno piacere e onore, ma non dicono tutto di me.
Dopo la laurea in Chimica, negli anni ’50 e ’60 sono stata analista e ricercatrice in diversi ambiti, dalla scuola di sanità militare, in patologia chirurgica, all’Ospedale Careggi di Firenze. Dal 1963 al 1965 sono stata Dirigente dell’Ufficio Documentazione Italiana ed estera tecnico scientifica. Il mondo rinasceva, il boom economico apriva le porte, le donne tornavano a lavorare alla loro emancipazione, e il fermento creava opportunità e speranze in tutte noi.

Capelli corti a zazzera, ora di nuovo di gran moda, sentivo sempre più congeniale a me il mondo della comunicazione, così mi sono dedicata come libera professionista nel campo delle Pubbliche Relazioni e sono diventata consulente del Credito Italiano in occasione dell’apertura dell’ufficio di Rappresentanza in Mosca. Tornavo a casa mia, ma nulla era come prima. Detta così sembra una storia semplice. Non lo è stata. Per me come per le mie amiche trovate in giro per il mondo.

La realtà che ci rimaneva appiccicata addosso era lontana dal conformismo, che pure conoscevamo bene e lo sguardo disincantato e un po’ irriverente non a tutti piaceva. Ma chi se ne importava! Costruivamo la nostra identità sempre con garbo ma sempre pronte a difenderla dai luoghi comuni e dai pregiudizi.

Prefazione di Laura Caradonna

Se fossi una pittrice, amerei fare il ritratto a Tatiana. Cogliere l'espressione arguta e sempre un po' distaccata del suo sguardo, che improvviso sa diventare impertinente come quello di una bimba colta in fallo. Vorrei trovare la matita giusta per il suo sorriso, quello di chi ne ha viste così tante da non stupirsi più di niente.

Non è stata una santa Tatiana e l'idea di perfezione la scandalizzerebbe di certo. Non si può essere state protagoniste della propria storia se non pagando pegno alla propria personalità creativa originale e irruente.

Ecco Tatiana è il ritratto di donna del nostro novecento: elegante nel suo tubino nero , moderna nella pettinatura a caschetto biondo e capace di una conversazione colta sempre gentile e mai saccente. Aristocratica di nascita poi manager ante litteram nel suo ritratto di donna, ora sorride dolce e divertita ricordando con in po' di nostalgia il suo antico passato. Laura Caradonna

Cenni biografici

Tatiana Quercia de Bartolomeo nasce a Bela Zerkva nel 1926.
Dopo la laurea in Chimica, negli anni ‘50 e ‘60 svolge l’attività di analista e ricercatrice in diversi ambiti: in patologia chirurgica, alla facoltà di industria agraria, finanche quale consulente per la Borsa Merci.
Dal 1963 al 1965 è Dirigente dell’Ufficio Documentazione Italiana ed Estera Tecnico Scientifica, lavora come libera professionista nel campo delle Pubbliche Relazioni, consulente del Credito Italiano in occasione dell’apertura dell’ufficio di Rappresentanza in Mosca. Si è sempre impegnata attivamente nell’associazionismo, riferimento per 45 anni di attività in FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari), cui ADGI Milano, con la Consulta, è legata e di cui è diventata Presidente Nazionale nel triennio 1986-1989.
È stata rappresentante di FIDAPA al Congresso Mondiale delle Donne per la Pace, Fratellanza, Sviluppo senza armi nucleari indetto da Gorbaciov a Mosca nel 1987, con la partecipazione di 3000 donne provenienti da tutto il mondo.
Ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana per l’attività svolta in relazione alle problematiche del mondo femminile, con uno sguardo sempre attento alle pari opportunità tra uomo e donna.

Se Tatiana è una di noi, ascoltiamola attraverso le parole di Laura Caradonna, nell’intervista del dicembre 2017, magari ascoltando il Notturno di Chopin op.9 n.2. https://youtu.be/z3ksflpAyJU

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